Lo hanno accerchiato nelle prime ore del mattino, mentre con la sua bicicletta stava raggiungendo la fermata del bus. Lo hanno aggredito con calci e pugni e forse anche con un coltello, che ancora non si trova. Sono 4, tutti incensurati e giovanissimi, i ragazzi fermati per la morte di Bakary Sako, il bracciante 35enne maliano ucciso a Taranto mentre andava a lavorare. Ne ha dato notizia il Tg1: tre di loro hanno fra i 15 e i 16 anni, mentre il quarto è un 19enne. All’appello manca ancora un 15enne. Gli agenti della squadra mobile sono riusciti a risalire alla loro identità grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza. Per tutti l’accusa è di omicidio aggravato dai futili motivi.
Il Tg1 ha inoltre mostrato un video, registrato alle 5:20 del mattino, in cui si vede il bracciante in sella alla sua bici nella zona della città vecchia prima dell’aggressione. L’uomo viene colpito mortalmente all’addome in piazza Fontana a Taranto. I giovani sono stati ancora identificati dalla Squadra mobile, con il coordinamento del pm Francesca Paola Ranieri, visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.
Intanto si è espressa sulla vicenda l’associazione Babele – ente di promozione sociale – che ha scritto un post su Facebook: “Un giovane lavoratore ucciso mentre aspettava di andare in campagna a guadagnare pochi soldi. Non uno straniero, ma un uomo con un nome e cognome, un lavoratore, incensurato, irreprensibile, che pagava tasse, affitto, e che manteneva la sua famiglia. Ucciso senza motivo. Ci auguriamo che i responsabili siano individuati al più presto. Ci uniamo al dolore della famiglia e degli amici”.











