“Ho ideato il metodo artistico sperimentale S.O.M.A. nel 2016 insieme a Tommaso Marletta e un collettivo di artisti che hanno sperimentato in prima persona il potere dell’arte per reagire a una malattia. Ho voluto trasformare la mia storia in un’esperienza di rinascita condivisa e profondamente inclusiva”. Parole di Alessandra Laganà, artista, ideatrice del metodo Sensory Observatory Multidimensional Artforms che usa l’arte come risorsa viva, capace di trasformare il dolore della malattia in una "visione condivisa" di rinascita. Al centro del percorso c’è un’esperienza sensoriale: la pittura aleatoria sull’acqua.

Un film di colori che dialogano tra loro, dove le donne che hanno affrontato il cancro al seno possono dare forma al proprio vissuto, riscoprendo una bellezza interiore spesso dimenticata durante le terapie.

Ma non si tratta solo di espressione artistica. Quello che era nato come un percorso sensoriale è diventato l'oggetto del primo studio sistematico in Europa capace di integrare oncologia, arte e neuroscienze, con il coordinamento scientifico di Chiara Benedetto, professoressa emerita dell’Università degli Studi di Torino e presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna.