Al museo si può praticare yoga o fare arteterapia per raccontare con i colori le emozioni vissute oppure sperimentare la meditazione mindfulness per vivere un’esperienza più intensa. Ma anche una semplice visita guidata può regalare benessere aiutando a ridurre l’ansia. È quanto emerge dal progetto ASBA (Anxiety, Stress, Brain-friendly museum Approach - .Il museo alleato del cervello contro ansia e stress) coordinato dal CESPEB (Centro Studi sulla Storia del Pensiero Biomedico) dell’Università di Milano-Bicocca. I cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi (martedì 20) insieme al nuovo ciclo di iniziative dedicate agli adolescenti.
“L’idea è di sfruttare le potenzialità di queste attività per la salute mentale, seguendo l’esempio del Canada dove i medici possono già prescrivere una visita al museo – spiega la responsabile del progetto Annalisa Banzi – .Sappiamo già che il contatto con l’arte produce benessere, noi vogliamo raccogliere dati in base a un protocollo di ricerca e capire quali attività sono più efficaci ,e per quali utenti”.
In due anni il progetto ha coinvolto circa 400 adulti in due musei milanesi, la Galleria di Arte Moderna e il Museo di Storia Naturale, oltre agli operatori di alcuni musei torinesi. I partecipanti hanno seguito sessioni di Mindfulness e arte terapia ma anche di tecniche più innovative come Nature+Art che combina gli stimoli del patrimonio museale con quelli della natura, mentre i lavoratori del Museo di Arte Orientale MAO di Torino hanno partecipato a sessioni di Chair yoga. Con risultati incoraggianti, già pubblicati da alcune riviste come Behavioural Sciences.








