di
Antonella Sparvoli
La morte dei cinque subacquei italiani alle Maldive potrebbe essere stata causata dall'iperossia o «tossicità dell'ossigeno». Ma non è l'unico rischio che si corre sott'acqua. Vediamo quali sono gli altri e le precauzioni per evitarli
Potrebbe essere stato uno degli eventi più drammatici che possono verificarsi durante un'immersione la causa della morte dei cinque subacquei italiani alle Maldive, ovvero l'iperossia chiamata anche «morte per tossicità da ossigeno». Avviene quando si respirano concentrazioni troppo elevate di ossigeno, che gas diventa tossico per l'organismo, provocando danni sia neurologici sia respiratori. I sintomi sono vertigini, dolore, alterazione dello stato di coscienza e disorientamento, condizioni che rendono impossibile risalire in superficie. Non è però l'unico rischio che si corre sott'acqua. Vediamo quali sono gli altri e, in generale, le precauzioni da tenere sempre in considerazione.
Le controindicazioni all’attività subacqueaChi desidera prendere un brevetto subacqueo dovrebbe innanzitutto effettuare una visita specialistica con un medico in possesso di idonea qualificazione in medicina subacquea per verificare il proprio stato fisico e ottenere il via libera a questo tipo di attività.











