In collaborazione con Istituto Gentili
In Italia ogni anno si registrano circa 390mila nuove diagnosi di tumore e il dolore resta una delle dimensioni più diffuse e invalidanti della malattia: interessa un paziente su due lungo tutto il percorso di cura e nella maggior parte dei casi si manifesta anche con episodi acuti, noti come Breakthrough Cancer Pain (BTcP). Il suo impatto va ben oltre il sintomo fisico: condiziona la quotidianità, il benessere psicologico e le relazioni sociali, e può compromettere l’aderenza alle terapie e l’efficacia complessiva del percorso di cura.
“Migliorare la gestione del dolore nelle persone che vivono l’esperienza del cancro significa non solo alleviare la sofferenza, ma anche rafforzare la fiducia nel percorso di cura e favorire migliori esiti clinici”. Lo hanno sottolineato alcuni tra i principali esperti nel campo della Terapia del dolore nel corso di un simposio organizzato da Istituto Gentili nell’ambito del XXV Congresso Area Culturale Dolore della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) in corso a Riccione.
“L’uso appropriato e controllato degli oppioidi non deve destare timori nei pazienti”, hanno evidenziato gli esperti. Tra questi, il fentanyl rappresenta una risorsa terapeutica consolidata, raccomandata dalle linee guida nazionali e internazionali come prima opzione nel trattamento del dolore da cancro moderato-severo. Grazie all’elevata potenza analgesica e alla rapidità d’azione, è particolarmente indicato nel dolore episodico intenso: crisi improvvise di breve durata ma molto intense, che si sovrappongono al dolore di base anche quando questo è ben controllato.







