Circa il 50% dei pazienti affetti da cancro soffre di dolore cronico, che può presentarsi in ogni fase della malattia, e anche oltre la guarigione, a cui si aggiungono picchi di dolore intensissimo, che prendono il nome di breakthrough cancer pain: insorgono in modo rapido e inaspettato, anche 3-4 volte al giorno, con un forte impatto sul piano fisico e psico-emotivo. Per i pazienti oncologici il trattamento appropriato del dolore è un aspetto essenziale per migliorare la qualità di vita e garantire l’efficacia del percorso di cura. Secondo gli esperti riuniti a Bari per il congresso dell'Area culturale «Dolore e cure palliative» della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (SIAARTI), però, in Italia il ricorso alla terapia del dolore rimane spesso insufficiente rispetto alle reali necessità dei pazienti, nonostante i significativi progressi nella consapevolezza e nella gestione del dolore. Per questo, durante il convegno, sono stati approfonditi vari aspetti con l'intento di aumentare la conoscenza della terapia del dolore, sgombrando il campo da pregiudizi e disinformazione sui farmaci oppioidi. L'obiettivo era anche sensibilizzare sull’importanza e sulla sicurezza di questo strumento per i pazienti oncologici e garantire un accesso ampio e appropriato alle cure che, grazie all’innovazione tecnologica, sono sempre più «a misura di paziente».