Bisogna che qualcuno ci guidi nell’apprendimento. Da dove credete che vengano le vostre idee se non da quel chilo e mezzo di materia molle che si trova tra le orecchie? E’ la domanda di Stanislas Dehaene, docente di Psicologia Cognitiva Sperimentale a Parigi. Tutti pensiamo, tutti impariamo in ogni momento della vita, ma i meccanismi segreti dell’apprendimento sono ancora abbastanza misteriosi. E serve qualcuno che ci aiuti, che insegni quello che bisogna imparare. Le “perle” che Dehaene offre a genitori e insegnanti mettono in evidenza quello che succede nel cervello quando si impara, e suggeriscono i modi e le condizioni più appropriate per potenziare le capacità cognitive.
Sappiamo che le cellule che formano cervello e sistema nervoso comunicano attraverso strutture specializzate chiamate sinapsi, dove molecole specializzate (i neurotrasmettitori) attivano segnali elettrici che vengono trasmessi da un neurone al successivo. Le connessioni chimiche tra le ramificazioni neuronali sono miliardi di miliardi, continuamente si attivano, si stabilizzano, si distruggono, e proprio dalla forza delle connessioni dipende il flusso dei nostri pensieri. Le moderne tecnologie mettono in evidenza come le sinapsi si modificano nel corso delle attività mentali, quando impariamo, quando svolgiamo attività varie, anche quando dormiamo: ogni idea è una onda chimica che si propaga in mezzo a una foresta di neuroni elettrici. I neuroni registrano le informazioni modificando le loro arborescenze, e queste si stabilizzano nella costruzione della memoria: ricordiamo quello che facciamo perché i circuiti neuronali si fissano mentre impariamo.






