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25 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:02
Gli esseri umani (e i bambini in particolare) riescono ancora a rimanere una spanna al di sopra dell’Intelligenza Artificiale (IA), almeno per quel che riguarda l’apprendimento delle lingue. È quello che emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Trends in Cognitive Sciences dalla professoressa Caroline Rowland del Max Planck Institute for Psycholinguistics, in collaborazione con i colleghi dell’ESRC LuCiD Centre nel Regno Unito.
Nello studio viene descritto un nuovo framework di analisi che ha permesso di comprendere come i bambini riescano a superare anche il più avanzato degli algoritmi nello sviluppo delle conoscenze linguistiche. Sintetizzando un’ampia gamma di dati provenienti da scienze computazionali, linguistica, neuroscienze e psicologia, il team di ricerca è giunto alla conclusione che la chiave per comprendere come i bambini imparino il linguaggio molto più velocemente dell’intelligenza artificiale non risieda nella quantità di informazioni che ricevono, ma nel modo in cui apprendono da esse. A differenza delle macchine che apprendono principalmente e passivamente da testi scritti, i bambini acquisiscono il linguaggio attraverso un processo di sviluppo attivo e in continua evoluzione, guidato dalle loro crescenti capacità sociali, cognitive e motorie.






