“Abbiamo paura di ciò che non conosciamo”: il cast di 'Carmen è partita' racconta il film

Raffaele Russo ha 29 anni e dal 2020 è uno chef privato. Ci rivela che oggi il servizio non è più un’esclusiva per soli ultra-ricchi, ma una scelta per famiglie e gruppi di amici

Cucinare in una villa a strapiombo sul lago e con i pavimenti di vetro, tra i marmi di un attico a Milano o a bordo di uno yacht ormeggiato in Sardegna. Quelli che per molti sono contesti d'eccezione, per gli chef privati rappresentano la normale routine lavorativa. In questo settore il rigore della ristorazione tradizionale lascia il posto anche a richieste imprevedibili: c’è persino chi decide di ingaggiare un professionista per celebrare un divorzio. 'Cosa c’è di meglio da festeggiare?', si è sentito rispondere Raffaele Russo, 29 anni, uno dei protagonisti di questa rivoluzione del gusto.

Il mercato degli chef privati in Italia non è più una nicchia per pochi eletti, ma un fenomeno che sta conquistando anche famiglie che pur di vivere un'esperienza privata metteno da parte i soldi per mesi.

Russo ha trasformato una soluzione nata quasi per necessità in una professione a tempo pieno. “Nel Covid tanti colleghi hanno cambiato mestiere. Per me invece è stata una rinascita, sono stati mesi difficili, però mi hanno dato il coraggio di buttarmi”, racconta.