“Ho fatto dei deepfake della mia ragazza, chi vuole vedere?”; “Scambio mia amica 2008! Le sono entrato nel telefono e ho rubato moltissime foto e video di ogni genere!”; “Ho bot che denuda, se volete scrivetemi”. Questi sono solo alcuni dei messaggi inviati ogni giorno da migliaia di utenti – quasi sempre uomini – su gruppi e canali Telegram dedicati alla diffusione senza consenso di immagini intime, nella grande maggioranza di donne, allo scambio di informazioni private e personali su ragazze, anche minorenni, e alla diffusione di strumenti per ottenerle hackerando telefoni e computer.
L’organizzazione non profit Ai Forensics ha mappato circa 2,8 milioni di messaggi di 25mila utenti iscritti a 16 diversi gruppi in Italia e Spagna nell’arco di sei settimane. Lo studio ha rilevato “un sistema di abusi strutturato, su cui si guadagnano dei soldi e in gran parte automatizzato, che opera su larga scala”.
La chiusura del sito Phica.eu e del gruppo Facebook “Mia moglie”, entrambi con decine di migliaia di iscritti che si scambiavano senza consenso immagini intime di donne, non ha risolto il problema: ogni volta che sono eliminati spazi del genere, gli utenti si spostano in altri considerati meno controllati. Per via delle ampie possibilità di anonimato e delle poche regole interne, Telegram è la destinazione principale, come dimostrano da anni inchieste e indagini in diversi paesi europei, tra cui Italia, Portogallo e Germania.








