ROVIGO - Nonostante l’inchiesta in corso e l’arresto già eseguito, il fenomeno non si è fermato. Su Telegram è comparso un nuovo gruppo riconducibile alla galassia di “suine polesane”, la chat finita sotto la lente degli inquirenti per la diffusione illecita di immagini intime. Il canale, creato il 16 gennaio, nel giro di pochi giorni ha raggiunto quota 226 iscritti, confermando una capacità di rigenerarsi rapidamente e di attrarre nuovi utenti, nonostante l’attenzione giudiziaria.

La riapparizione del gruppo avviene mentre le indagini coordinate dalla Procura di Rovigo proseguono su più fronti. L’inchiesta, affidata alla Polizia Postale, ha già portato a perquisizioni e a un arresto con accuse pesantissime: diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate e detenzione di materiale pedopornografico, aggravata dall’ingente quantità di file sequestrati.

Al centro del procedimento c’è un 27enne residente a Rovigo, indicato come amministratore di uno dei gruppi Telegram utilizzati come vetrina digitale. Secondo quanto emerso, all’interno dei canali venivano pubblicizzati contenuti di nudo e materiale sessualmente esplicito, che sarebbero poi stati ceduti, verosimilmente a pagamento, agli utenti interessati. Un meccanismo che, per modalità e dimensioni, non rientrerebbe nello schema del classico revenge porn, ma delineerebbe un sistema più strutturato e organizzato.