Il 24 aprile la camera ha approvato in maniera definitiva il secondo decreto sicurezza del governo Meloni. Contestualmente l’esecutivo ha dato il via libera a un altro decreto per correggere il primo, come era stato richiesto dal capo dello stato, in particolare sulla norma che prevede un compenso per coloro che riescono a ottenere il rimpatrio volontario di una persona migrante.

Il decreto è stato approvato dalla camera a meno di ventiquattr’ore dalla scadenza del termine per l’approvazione, che avrebbe imposto un nuovo passaggio al senato. L’opposizione aveva fatto ostruzionismo, costringendo i parlamentari a una maratona notturna che ha ritardato l’approvazione del decreto, che alla fine è avvenuta intorno a mezzogiorno del 24 aprile con 162 voti a favore, 102 contrari e un astenuto. L’opposizione ha cantato Bella ciao, canzone simbolo della resistenza, definendo la giornata “una pagina buia della storia italiana” e dicendo di essere stata costretta a votare “una norma incostituzionale, con uno strappo col Quirinale”.

Alle 17 dello stesso giorno, il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha promulgato il primo decreto e ha emanato il secondo, ma permangono dei dubbi sulla costituzionalità delle norme.