di Luigi Candreva

Il Ministro dell’istruzione e del merito, il leghista Valditara, ha licenziato le nuove “indicazioni nazionali per i licei”: dopo aver espulso Spinoza, Schopenhauer, Kierkegaard e Marx, probabilmente il pensatore più influente del XIX secolo, dalla storia della filosofia, non poteva esimersi dal compiere lo stesso disastro nell’insegnamento della Storia.

L’intera storia del ‘900 è letta attraverso le lenti dell’ideologia di estrema destra del governo Meloni. Sul piano metodologico, le indicazioni non accolgono i risultati della storiografia più recente e si limitano a una storia politica e militare: nessun accenno alla storia sociale, al movimento operaio, né alla storia dell’emancipazione femminile, di cui non c’è traccia, per non parlare di storia globale. Nessun dibattito tra gli storici ha preceduto il licenziamento di queste indicazioni che sembrano emerse dai manuali degli anni Cinquanta.

La visione prettamente ideologica emerge anche nella lettura degli avvenimenti storici così considerati: la rivoluzione russa diventa “il colpo di Stato del novembre 1917”, mentre il colpo di Stato di Mussolini e le violenze squadriste vengono lette come “l’abilità tattica di Mussolini, la marcia su Roma e la maggioranza liberale-popolare-fascista.” Si parla di “vittoria elettorale” del fascismo, nel 1924, senza alcun accenno alle violenze e ai brogli che la consentirono.