Come sta e quanto rischia il cervello? Lo dicono (anche) i muscoli. La sarcopenia, ovvero la debolezza muscolare, sarebbe infatti che appare come un importante marcatore del benessere presente e futuro fino a definire il potenziale rischio di ictus. Insomma: se tricipiti, quadricipiti e polpacci sono esili, quasi filiformi, si fa fatica a fare forza con la presa delle mani e il passo è lento e strascicato, meglio parlarne con il medico. Potremmo trovarci di fronte a segnali d’allarme che indicano infatti una maggior probabilità di andare incontro ad un ictus e quindi richiedono un rapido riscontro in chiave preventiva. Pensate: Chi presenta una ridotta forza muscolare ha mostrato in incremento del rischio di qualsiasi natura del 30% di ictus, con picchi del 41% per l’accidente cerebrovascolare di origine emorragica. Ma è soprattutto l’andatura a preoccupare. Chi avanza a passi lenti, infatti, avrebbe un rischio aumentato del 64% rispetto a chi invece cammina con celerità. A dirlo sono i resoconti delle cartelle cliniche di oltre 480.000 adulti presenti nella UK Biobank, analizzati nell’ambito di una ricerca coordinata da Lusha Tong, dell'Università di Zhejiang ad Hangzhou, pubblicata su Stroke. I dati che emergono fanno davvero riflettere.
Ictus: più rischi per chi cammina lento, ha i muscoli sottili e poca forza
Perdita di massa muscolare e andatura rallentata possono segnalare il pericolo. Lo screening di muscoli e camminata può indicare strategie preventive su misura






