Dalla Venere di Willendorf alla Gioconda e gli angeli dipinti nel medioevo.
comprendere come l'obesità sia stata rappresentata nell'arte nel corso dei secoli può rendere i medici più empatici e meno giudicanti, e questo dovrebbe portare a risultati migliori per i loro pazienti.
E' la conclusione di uno studio presentato al Congresso europeo sull'obesità Eco2026. Michael Yafi, endocrinologo pediatrico alla University of Texas, ipotizza inoltre che il 'volto da GLP-1', l'aspetto emaciato che può manifestarsi quando si perde rapidamente una grande quantità di peso con i farmaci GLP-1, sarà un tema ricorrente nell'arte del futuro.
Yafi utilizza esempi di opere d'arte di diverse epoche per illustrare come l'obesità sia stata considerata un segno di prosperità, ricchezza, elevato status sociale e forza fisica fino a tempi relativamente recenti.
"La corpulenza è stata a lungo un segno di prosperità - spiega -. Gli uomini obesi venivano raffigurati come eroi, leader, reali e nobili, mentre le donne con eccesso di grasso corporeo erano simboli di bellezza, fertilità e prosperità". Uno dei primi esempi è la Venere di Willendorf, una statuetta in pietra che si ritiene risalga a un periodo compreso tra 24.000 e 32.000 anni fa. Raffigura una donna con eccesso di grasso corporeo, fianchi, seni e altri organi riproduttivi esageratamente grandi, afferma Yafi. Ulteriori esempi si possono riscontrare nell'arte religiosa del Medioevo, dove bambini e angeli venivano raffigurati con pieghe di pelle e grasso corporeo in eccesso.










