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Ultimo aggiornamento: 17:24

Nei paesi industrializzati le percentuali di obesi stanno calando mentre nei paesi a basso e medio reddito la crescita è costante. È quanto dimostrato da una ricerca pubblicata sulla rivista Nature – basata sui dati provenienti da 232 milioni di individui di 200 paesi – che mette in discussione l’idea di una incontrollabile epidemia globale di obesità.

Oltre ad aver coinvolto circa 2mila ricercatori in tutto il mondo, lo studio è stato accolto con grande partecipazione anche da molti professionisti italiani provenienti da diversi Istituti e Associazioni e dalle Università di Palermo, Torino, Padova, Salerno, Insubria, Catania, Ferrara, Firenze, Brescia, Aldo Moro di Bari, Pisa e Bologna. “Quest’ultima analisi suggerisce che il tasso di crescita dell’obesità sta rallentando e stabilizzandosi – ha detto Majid Ezzati che ha coordinato i ricercatori – in molti paesi potrebbe addirittura invertirsi”.

La ricerca si è basata sui dati riguardanti il BMI – Body Mass Index – di milioni di persone dai 5 anni di età in su, raccolti in un arco di tempo compreso tra il 1980 e il 2024. Il primo elemento cruciale che emerge da questi indici è che la curva di obesità nei paesi ad alto reddito non solo non cresce più, ma in alcuni casi sta addirittura calando con risultati visibili prima nei bambini e negli adolescenti e poi negli adulti.