Che il costo dell’obesità sui sistemi sanitari sia un fiume in piena, con tutto quello che si porta dietro in termini di ricoveri ospedalieri, interventi e terapie farmacologiche, giornate di lavoro perse per pazienti e care giver, lo si scrive da anni, considerata l’inarrestabile crescita del numero di persone in sovrappeso e obese. Poi l’arrivo dei nuovi ed efficacissimi farmaci, semaglutide e tirzepatide, ha cambiato la storia di una malattia cronica e recidivante, ponendo però il problema del costo di questi farmaci, che oggi sono a totale carico del paziente per una spesa mensile di qualche centinaio di euro, che però non tutti possono sostenere, considerato che va fatta in cronico, proprio come si fa con i farmaci contro il colesterolo o per tenere bassa la pressione arteriosa. Di recente il Nice britannico, il National Institute for Clinical Excellence, ha stabilito che nei pazienti che hanno già avuto eventi cardiovascolari, con Bmi di 27, la semaglutide da 2.4 mg deve essere rimborsata dal Ssn come opzione per prevenire successivi eventi cardiovascolari. Perchè c’è un rapporto più che positivo tra il costo del farmaci e il beneficio del risparmio da mancate malattie e ricoveri.
Obesità, con i farmaci per dimagrire un risparmio per il Servizio sanitario (di 550 milioni)
In due anni si eviterebbero gli eventi cardiovascolari gravi, più frequenti negli obesi, le ospedalizzazioni e il rischio di nuovi eventi, Lo studio al congres…







