Roma, 14 mag. (askanews) – Nell’Unione Europea ‘abbiamo raggiunto un punto al quale le decisioni che vanno prese non possono più essere confinate nell’ambito del quadro istituzionale che abbiamo ereditato. Alcune richiedono una dimensione che solo l’Europa può fornire. Altre un livello di legittimazione democratica che va costruito dalle fondamenta. Questo richiede ai leader europei di fare un passo in avanti’. Lo ha affermato l’ex presidente del Consiglio italiano e della Bce, Mario Draghi, nel suo intervento oggi a Aquisgrana, in Germania, alla cerimonia di conferimento del premio Carlo Magno.

‘Nel nostro continente gli europei mostrano che vogliono che l’Europa agisca. Vogliono che l’Unione europea difenda la loro libertà, prosperità e solidarietà. E continuano a sostenere con passione i valori per cui l’Europa ha meritato di essere costruita e che oggi la rendono unica. Il compito ora è rispondere a questa fiducia con coraggio – ha anche detto Draghi – e mostrare che l’Europa può ancora superare questa crisi nell’unione’.

‘Per la prima volta dal 1949 gli europei devono fare fronte alla possibilità che gli Stati Uniti non garantiscano più la nostra sicurezza nei termini che davamo per scontati’. Così Draghi, e ‘la Cina non offre una ancora alternativa – ha aggiunto -. Sta generando surplus industriali in una misura tale che il mondo non può assorbire senza svuotare le proprie basi produttive. E sta sostenendo in maniera diretta il nostro avversario, la Russia’.