Rubavano le vite degli altri. E le rivendevano al miglior offerente. Funzionava così: entravano nelle banche dati di polizia giudiziaria, della Agenzia delle entrate o del fisco, e acquisivano dati riservati, formalmente blindati. Si impossessavano di informazioni su eventuali segnalazioni di polizia giudiziaria - come la frequentazione con un pregiudicato o segnalazioni in campo penale, ma anche eventuali cartelle in materia tributaria -, per poi metterle sul tavolo in una sorta di compravendita clandestina.

Da un lato pubblici ufficiali infedeli, dall'altro alcuni manager nel settore delle investigazioni private. Le ragioni degli accessi: una causa di lavoro, un divorzio, un contenzioso legato all'affido dei figli dopo una separazione. Mancano però i nomi degli utilizzatori finali, quelli che si sono rivolti alla rete per comprare dati. E tra gli spiati vip compaiono professionisti del calibro di Lory del Santo, attrice e conduttrice televisiva, il cantautore romano Alex Britti e gli ex portieri dell'Inter Alex Cordaz e Julio Cesar.

Inchiesta condotta dal pool reati informatici della Procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri, scattano arresti e sequestri. Oltre ottanta indagati, 4 in cella, 6 ai domiciliari, 19 obblighi di firma, sequestri di beni per 1,3 milioni di euro; associazione per delinquere, corruzione, violazione di atti riservati, accesso abusivo al sistema informatico, le accuse. Agli atti, su un foglio Excel anche un listino prezzi: dai 6 ai 25 euro, a seconda delle notizie trafugate. Un mercato sui grandi numeri: sono oltre un milione gli accessi abusivi sulle banche dati dello Stato, potenzialmente sono migliaia i cittadini italiani (famosi e no) nel mirino della spectre.