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Sono stati registrati oltre 700mila accessi non autorizzati e non giustificati in due anni da parte di due agenti
Una vasta operazione della Polizia di Stato ha smantellato un'organizzazione criminale dedita alla compravendita di informazioni riservate sottratte illecitamente dalle banche dati nazionali. Su ordine del Gip del Tribunale di Napoli, sono state eseguite 29 misure cautelari nelle province di Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno. Il bilancio dell'operazione conta 4 persone in carcere, 6 ai domiciliari e 19 sottoposte all'obbligo di firma. Le accuse mosse dalla Procura di Napoli riguardano l'associazione per delinquere finalizzata all'accesso abusivo ai sistemi informatici, la corruzione e la rivelazione di segreto d'ufficio.
L'indagine, condotta dalla Squadra Mobile con il supporto del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica, ha svelato un sistema ramificato che ha coinvolto pubblici ufficiali, inclusi appartenenti alle forze di polizia, e imprenditori attivi nei settori dell'investigazione privata e del recupero crediti. Il meccanismo era basato sulla presunta corruzione dei funzionari pubblici che, dietro compenso, avrebbero fatto accesso illegalmente a dati sensibili custoditi nelle banche dati delle Forze di Polizia e dell'Inps. Queste informazioni venivano confezionate in pacchetti e rivendute a società o soggetti interessati. Tra le vittime dei monitoraggi abusivi figurano esponenti del mondo dello spettacolo, dell'imprenditoria e della finanza, oltre a diverse società per azioni. In due anni sono stati 730mila gli accessi alle banche dati riservate eseguiti da due agenti infedeli, 600mila uno e 130mila l'altro, nessuno dei quali giustificato da esigenze di servizio.












