Lo si è visto entrare ieri mattina in tribunale e dirigersi verso gli uffici della procura, da cui è uscito dopo poco più di un’ora. Il motivo della visita lo spiega direttamente il sindaco Marzo Olivero. «Dopo aver letto uno degli articoli sul caso delle firme false dei consiglieri di opposizione, mi sono sentito stimolato ad approfondire la questione, esaminando i documenti passati». Su due di questi il primo cittadino avrebbe nuovamente rilevato problemi riguardanti le firme e di conseguenza avrebbe presentato due nuove denunce.
Una riguarda sempre tutti e dodici i consiglieri di minoranza in Consiglio comunale, l’altra solo undici, mancherebbe la firma, vera o falsa che sia, di Luigi Apicella di Buongiorno Biella. Si tratta della richiesta di convocazione di un Consiglio urgente presentata il 18 marzo e della richiesta di audizione degli assessori Paraggio e Franceschini (una c’era effettivamente stata, il delegato ai Lavori pubblici si era dimesso prima), depositata il giorno dopo, 19 marzo.
Assume quindi dimensioni più ampie il caso delle firme false, partito dopo le dichiarazioni nella riunione dei capigruppo del consigliere del Pd Andrea Basso, che aveva definito «farlocche» quelle finite sotto le prime due versioni della mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore al Bilancio Amedeo Paraggio per il coinvolgimento nel caso Le 5 forchette, dato che la società aveva sede nel suo ufficio. E sempre in qualche modo legate all’inchiesta romana erano anche gli altri due documenti oggetto delle nuove denunce.











