di

Beppe Persichella

Il sindaco dopo le accuse mosse dai comitati. «Non conoscono le norme, quelle regionali consentono questi interventi». Poi sul fascicolo: «Massima collaborazione con i magistrati, pronti a dare tutte le informazioni»

«Elementi infondati e contestabili nel merito». Alla fine di una lunga giornata segnata dalla notizia dell’apertura di un fascicolo conoscitivo senza ipotesi di reato né indagati da parte delle Procura, il Comune a ora di cena risponde con una lunga nota alle contestazioni contenute nell’esposto presentato in Procura da sette comitati cittadini che mette in fila 13 palazzoni fuori dal centro storico realizzati con procedure semplificate, ossia con la presentazione della Scia o del permesso di costruire. La Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) si basa sul principio del “silenzio-assenso” e permette di iniziare i lavori dopo 30 giorni dalla presentazione (salvo diversa comunicazione del Comune). Il permesso di costruire, invece, richiede un’autorizzazione preventiva da parte del comune, con tempi di rilascio più lunghi . Sia per l’uno che per l’altro sono previsti standard urbanistici (parcheggi, verde, servizi per i cittadini) da adottare caso per caso. Standard invece che diventano obbligatori nel piano particolareggiato che include anche un doppio percorso partecipativo che passa dal consiglio comunale e da un’istruttoria pubblica.