«Con la pandemia la condotta di New York (chapter in inglese) si era praticamente dissolta. C’è voluto un po’ di tempo, ma ora siamo partiti a pieno regime» racconta a Linkiesta Gastronomika Barbara Torasso, da gennaio membro del board newyorkese. L’abbiamo incontrata nel giorno Earth Mother Day quando Slow Food ha organizzato una cena da Osteria 57, nel West Village, per celebrare l’Earth Day (22 aprile). Un’occasione per una raccolta fondi per Norwich Meadows Farm, una delle imprese agricole che lavora con molti ristoranti a New York, sempre presente all’Union Square Greenmarket e appena insignita della chiocciola Slow Food, così come Osteria 57. È la prima volta che la chiocciola viene assegnata a un produttore qui a New York.
Norwich Meadows Farm fa un importante lavoro di ricerca sulle sementi, spesso su indicazione di qualche chef; in dicembre un incendio ha bruciato due capannoni con un grave danno, per questo la raccolta fondi.
Zaid Kurdieh, fondatore di Norwich Meadows Farm, con la moglie Haifa, foto di Sangita Vasikaran
Slow Food Usa ha quasi quattromila associati, una piccola parte sui centomila nel mondo, ma ovviamente vuole crescere: sicuramente la cultura alimentare degli Stati Uniti – che in molte parti del Paese non distingue tra junk food e healty food – è un ostacolo, ma qualcosa si sta movendo. New York per fortuna è un caso a parte.











