La breve tregua per le celebrazioni della vittoria sovietica nella Seconda Guerra Mondiale, un appuntamento a cui Vladimir Putin ha sempre tenuto moltissimo in termini propagandistici e che quest’anno è stato celebrato decisamente sotto tono, ha rapidamente esaurito la sua spinta e non ha portato alcun segnale di interruzione del conflitto tra Russia e Ucraina. Le azioni militari e i bombardamenti sono ricominciati, così come il consueto scambio di accuse reciproche. L’atmosfera tra le parti non è positiva e anche le speranze per prossimi colloqui di pace mediati dagli Stati Uniti, impegnati a loro volta a gestire la guerra contro l’Iran, sembrano congelate. Secondo fonti vicine alle due parti ascoltate dal Financial Times, Putin punta ora a conquistare più territorio ucraino con la forza e potrebbe avanzare ulteriori richieste dopo aver consolidato il controllo del Donbass. Dal canto suo, Kiev si sente meno esposta alle pressioni americane per accettare un accordo rapido e sfavorevole, grazie al rallentamento dell’avanzata russa e ai danni inflitti con attacchi di droni in profondità sul territorio nemico. «Gli Stati Uniti non hanno ottenuto alcun progresso da parte della Russia», ha dichiarato uno dei funzionari ucraini sentiti dal FT. «Tutto ciò che si poteva negoziare è già stato fatto».
Russia-Ucraina: ripresi i combattimenti, colloqui di pace al palo
Dopo la breve tregua per le celebrazioni del 9 maggio, le ostilità sono riprese senza progressi diplomatici, con Mosca che insiste su condizioni dure e Kiev che resiste alle pressioni












