"La Russia rifiuta la pace" e a Vladimir Putin "interessano solo le parate militari, non le vite umane".

Con queste parole il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiga, ha denunciato la violazione da parte di Mosca del cessate il fuoco che Kiev ha proclamato per le giornate del 6 e 7 maggio, anticipando quello dell'8 e del 9 maggio in occasione dell'anniversario della vittoria sul nazifascismo, che la Russia celebrerà sabato con la tradizionale sfilata sulla Piazza Rossa.

Ma anche i russi accusano le forze ucraine di avere continuato i bombardamenti, affermando anzi che Kiev sta dando prova di una "furia neonazista" proprio nell'avvicinarsi dell'anniversario del 9 maggio.

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato che nelle prime dieci ore della tregua voluta da Kiev, scattata alla mezzanotte tra martedì e mercoledì, le forze russe si sono rese responsabili di ben 1.820 violazioni, tra attacchi con droni, con missili e bombe sganciate da aerei. E ciò dopo la sanguinosa giornata di martedì, quando, sempre secondo fonti di Kiev, si erano registrati almeno 28 morti nei raid di Mosca.

Le autorità ucraine hanno riferito che una donna è stata uccisa da un drone che ha colpito un veicolo civile nella regione di Sumy, nel nord. Un altro attacco nello stesso oblast ha colpito un asilo infantile, dove è rimasta uccisa una guardiana e altre due persone sono state ferite, secondo il governatore. Quest'ultimo ha precisato che al momento del raid nella struttura non c'erano bambini.