PORDENONE - Un festa di compleanno tra amici, di quelle in cui i brindisi non hanno mai fine. È febbraio 2024. Quella notte di baldoria finirà con una denuncia per tentata violenza sessuale, ieri condannata con un anno di reclusione e la sospensione della pena subordinata al percorso di recupero previsto in questi casi. Alla parte civile, costituita con l'avvocato Alberto Fenos, il gup Francesca Vortali ha riconosciuto una provvisionale di cinquemila euro. L'imputato, un venticinquenne del Pordenonese difeso dall'avvocato Laura Diana, di quella notte non ricorda nulla. Era stato accompagnato a casa da un'amica, perché non era in grado di farcela da solo. A un certo punto si è calato i pantaloni e slip appoggiandosi al montante dell'auto, lei ha gridato chiudendo la portiera e si è allontanata. Al processo è arrivato con un'imputazione coatta, dopo che la Procura aveva chiesto l'archiviazione del caso, ritenendo che mancasse una condotta violenta e minacciosa. L'opposizione all'archiviazione ha avuto come conseguenza un'imputazione coatta. Ieri la discussione nell'ambito del giudizio abbreviato. Il pm Federica Urban ha ritenuto che non si trattasse di un tentativo di violenza, ma di una caso di molestie, per le quali ha chiesto due mesi di arresto. Di diverso avviso è stato il giudice per le udienze preliminari.