Pena concordata di 4 anni e 8 mesi di reclusione dopo l’indagine di polizia e Procura. La vittima e il complice dell’uomo, un minorenne, si erano conosciuti sul network Grindr
Il patteggiamento è avvenuto in tribunale a Genova
Genova – In casa del ventottenne, dove sono arrivati fingendo di esseri interessati a un rapporto sessuale, hanno puntato alla tempia dell’inquilino quella che aveva tutta l’aria d’essere una pistola. E hanno iniziato a picchiettare sul tavolo la punta di un coltello, intimidendolo. Poi è partito un colpo in aria, che ha gelato il sangue della vittima. E quando questa ha detto ai due che più di 5 euro non aveva con sé, questi lo hanno sequestrato in auto e, canna dell’arma premuta contro il petto, lo hanno scarrozzato per alcuni chilometri, facendogli confessare i codici pin delle carte di credito e prelevando 500 euro.
Per quest’azione, messa a segno fra il Campasso e Sampierdarena, oggi lunedì 11 maggio un venticinquenne di nazionalità romena, difeso dall’avvocato Marco De Benedictis, ha patteggiato una pena di 4 anni e 8 mesi di reclusione. Arrestato lo scorso gennaio, si trova ancora in carcere. I reati contestati davanti alla giudice per l’udienza preliminare Elisa Scorza sono rapina aggravata, sequestro di persona, violenza privata e porto abusivo d’armi. Con lui, secondo quanto aveva ricostruito la polizia, coordinata dalla sostituta procuratrice Gabriella Marino, c’era un ragazzo neppure diciottenne, che è indagato dalla procura presso il tribunale per i minorenni.






