PORDENONE - Cocaina e violenza. Tanta violenza. Quella tra il 20 e 21 marzo scorso è stata una notte di follia per quattro giovanissimi, tra cui un diciassettenne, che dopo l’acquisto di droga in centro a Pordenone hanno sequestrato a scopo di estorsione l’amico che aveva fatto da intermediario per l’acquisto dello stupefacente. Lo hanno costretto a chiamare il padre alle tre di notte affinché consegnasse un riscatto di mille euro. Il genitore è riuscito a prelevare allo sportello bancomat soltanto 500 euro. Il resto avrebbe dovuto consegnarlo l’indomani mattina per chiudere la vicenda. È andata diversamente, perché il caso è stato sottoposto all’attenzione della Questura. Le indagini della sezione Antidroga della Squadra Mobile, coordinata dal sostituto procuratore Federico Frezza (il grave reato ipotizzato, per il quale si rischiano tra i 25 e 30 anni di reclusione, è di competenza della Dda di Trieste), hanno portato all’esecuzione di quattro misure cautelati in carcere. La prima ad essere eseguita è stata quella, a inizio aprile, disposta dal Tribunale per i minorenni nei confronti del 17enne, che è tutelato dall’avvocato Gloria Favret. Lunedì scorso il provvedimento con cui il gip Francesco Antoni applica altre tre misure cautelari in carcere è stato eseguito dagli investigatori anche nei confronti di Valentino Andreani, 22enne di Azzano difeso dall’avvocato Luca Fiorido; Alberto Zambon, ventenne di Porcia assistito dall’avvocato Roberto Lombardini; infine, Denis Elshani, 24 anni, di Sacile, in prima battuta difeso dall’avvocato Lorenza Giorgia Petracco, che lo ha assistito nel corso dell’interrogatorio di garanzia, da ieri sostituita dall’avvocato Stefano De Rosa, che si aspetta una misura meno afflittiva, altrimenti ricorrerà al Riesame.