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L'ingegnere di Azzano Decimo sospettato degli oltre 30 attentati dinamitardi in Friuli Venezia Giulia e Veneto tra il 1993 e il 2006. Ma il fascicolo è stato archiviato per mancanza di prove
A quattro anni dalla riapertura del caso di Unabomber - una serie di oltre 30 attentati dinamitardi in Friuli-Venezia Giulia e Veneto tra il 1993 e il 2006, rimasti senza un colpevole identificato - la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste ha archiviato il fascicolo mettendo la parola fine alle indagini. La procura aveva chiesto l'archiviazione per Zornitta e altri 10 indagati dopo l'esito della superperizia genetica discussa a fine ottobre. Dalle analisi non erano emerse corrispondenze tra il materiale genetico estratto da alcuni reperti e il Dna di 63 persone coinvolte nel test, tra cui gli 11 indagati.
"Lui se l'aspettava. Era una previsione che avevo già fatto e non avevo dubbi su questo risultato perché la situazione era molto chiara sul piano probatorio", commenta a LaPresse l'avvocato Maurizio Paniz, difensore di Elvo Zornitta, ingegnere di Azzano Decimo che per anni fu il principale sospettato degli attentati. Contro di lui l'accusa di un poliziotto esperto in balistica del laboratorio di indagini criminalistiche poi accusato di aver manipolato una prova fondamentale.









