Tre anni d’inchiesta, undici indagati e uno su tutti: Elvo Zornitta, l’ingegnere passato alla storia nera del Nord Est come Unabomber. «Ho la certezza che sia innocente e mi risulta che anche questa volta non sia stato trovato nulla contro di lui», assicura il suo avvocato, Maurizio Paniz, che attende senza apprensioni e una punta di rabbia il sigillo della perizia disposta dal gip di Trieste per vedere se con le nuove tecniche di biologia forense si riesca a dare finalmente un nome all’attentatore capace di piazzare una trentina di ordigni fra Veneto e Friuli dal 1994 al 2007 con mutilazioni e ferimenti di donne, uomini e bambini. «Due anni e mezzo di perizia, inaccettabile! E, ora lo dico, da oltre un anno noi sappiamo dal nostro consulente, il genetista Pascali, che le comparazioni del dna di Zornitta con vecchi e nuovi reperti hanno dato esito negativo».