TRIESTE - Elvo Zornitta rinuncia alla prescrizione. Lo ha annunciato il suo avvocato Maurizio Paniz al termine dell’udienza che si è tenuta ieri mattina in tribunale a Trieste, dove la giudice per le indagini preliminari Flavia Mangiante ha discusso l’opposizione all’archiviazione del caso Unabomber. Dopo vent’anni di indagini, l’ingegnere di Azzano Decimo vuole una sentenza nel merito, non una via d’uscita per decorrenza dei termini. In Tribunale, la Procura ha chiesto l’archiviazione per Zornitta e gli altri dieci indagati, dopo l’esito della superperizia genetica che era stata discussa a fine ottobre 2025. Dalle analisi comparative non erano emerse corrispondenze tra il materiale genetico estratto da alcuni dei reperti e il dna dei 63 soggetti coinvolti nel test, tra cui gli 11 indagati.
«Elvo Zornitta è totalmente estraneo a questa vicenda e non vede l’ora che, dopo vent’anni, questa pagina sia chiusa», ha dichiarato Paniz a margine dell’udienza. Il legale, che ha parlato per circa 40 minuti davanti alla Gip, ha definito l’opposizione all’archiviazione “palesemente infondata”, sostenendo che non esistono elementi probatori né indiziari a carico del suo assistito. Le due analisi richieste dalla parte civile – sulle immagini del palazzo di giustizia di Pordenone e sul termometro a sonda – sarebbero, secondo la difesa, tecnicamente impossibili o comunque inutili ai fini del processo. Il difensore, durante l’udienza, ha spiegato che «l’Fbi aveva già fatto un accertamento (sui filmati delle videocamere del tribunale) ritenendo l’approfondimento non possibile dal punto di vista tecnico».






