Bugie, mitomanie, invenzioni. Sono crollate tutte una dopo l’altra le suggestioni – veicolate soprattutto da trasmissioni televisive – sul delitto di Garlasco. C’è innanzitutto “super testimone” che inventò tutto. Nel 2007, Marco Muschitta, un operaio di 49 anni, aveva raccontato agli investigatori di aver visto una delle gemelle Cappa in bicicletta, agitata e con un grosso oggetto, poco dopo l’omicidio di Chiara Poggi.

Una testimonianza che, per la sua solo apparente precisione, aveva alimentato sospetti e teorie alternative sul delitto di Garlasco. Ma quella versione era completamente falsa, inventata di sana pianta. Davanti agli investigatori l’uomo ha ammesso di aver inventato tutto per impressionare colleghi e conoscenti durante le discussioni sul caso.

“Volevo far credere di sapere cose importanti”, avrebbe confessato, scoppiando in lacrime durante l’interrogatorio. La sua dichiarazione, già considerata poco credibile dai giudici fin dai primi processi, aveva comunque continuato a circolare, alimentando ricostruzioni parallele che hanno tenuto banco per anni. E soprattutto perché veicolata attraverso trasmissione televisive. Che nel caso delle Iene ha portato una condanna per diffamazione lo scorso gennaio. Muschitta aveva anche parlato di presunte pressioni ricevute da un carabiniere affinché ritrattasse, ma anche questi elementi non hanno portato a nessuna svolta concreta. Per gli inquirenti, la sua storia resta priva di fondamento.