L’eroe a sorpresa del Foro Italico è nato in una famiglia di Bisceglie dove lo sport è vita. La prima volta la racchetta in mano ad Andrea Pellegrino non gliel’ha messa in mano un maestro qualunque, ma il padre Mimmo, che ha insegnato tennis a tanti ragazzi dello Sporting Club. «Andrea ha conosciuto questo sport all’età di quattro anni: ci ha presto saputo fare, ma era molto bravo anche a giocare al calcio. Alla fine è prevalso l’amore per la racchetta ed ora si gode questo straordinario momento», le parole di papà Pellegrino, subito dopo la seconda impresa consecutiva del figlio, che ha sconfitto uno dopo l’altro giocatori di prima fascia come il francese Arthur Fils e lo statunitense Francis Tiafoe. E che oggi (intorno alle ore 15) negli ottavi di finale degli Internazionali d’Italia se la vedrà con il numero uno del tennis mondiale, Jannik Sinner.

Non le sembra un sogno?

«E’ una bellissima avventura, ma non una sorpresa, perché io sapevo che mio figlio avesse un braccio da primi cento del mondo. Contro Tiafoe è stato bravissimo, perché è una partita che ha vinto due volte, dopo essere stato rimontato sul 4 a 0 del primo set e non avere sfruttato alcuni set point, ha portato a casa il primo parziale. Ma qui a Roma la migliore prestazione è stata quella nell’ultimo turno delle qualificazioni con lo spagnolo Landaluce, che non a caso, una volta ripescato, ha raggiunto gli ottavi di finale».