Trenta vittorie consecutive. Un numero che nei Masters 1000 sembrava appartenere a un territorio quasi irraggiungibile, roba da giganti fuori scala, roba da Novak Djokovic. Oggi invece quel traguardo è più vicino, quasi raggiunto, perché Jannik Sinner continua a vincere, continua a spazzare via avversari e macinare record. Agli Internazionali d’Italia il numero uno del mondo travolge anche Alexei Popyrin 6-2 6-0 in appena un’ora e sei minuti di gioco di gioco e infila la trentesima vittoria consecutiva nei 1000: ne manca una per eguagliare, due per essere da solo leader. Numero 1 anche qui.
Popyrin arrivava da due vittorie pesanti, con Berrettini al primo turno e Mensik subito dopo, ma con Sinner è durato il tempo di qualche game equilibrato, due probabilmente. Poi il solito copione: ritmo impossibile da sostenere, profondità costante, accelerazioni che mandano fuori giri il sistema nervoso dei rivali prima ancora del punteggio. «La cosa più importante è la cura del corpo, se non sei al 100% diventa difficile competere», ha spiegato Jannik dopo il match. E ancora sui vari paragoni con i grandissimi del passato: «Quello che hanno fatto è incredibile, io faccio la mia storia per me e il mio team. Non gioco per i record, gioco per migliorare». Anche sulla terra rossa, superficie che diceva di non sentire sua al 100%. E meno male. Oggi invece l’azzurro domina pure lì, come se il rosso fosse sempre stato il suo habitat naturale. Darren Cahill aveva parlato di una sorta di «computer interiore», capace di scegliere sempre la soluzione giusta: guardandolo giocare viene difficile dargli torto.








