Chiamatelo il derby delle due Italie: il re altoatesino contro il «peon» pugliese, il numero 1 del mondo Jannik Sinner contro Andrea Pellegrino da Bisceglie, che ha iniziato il torneo da numero 155 del mondo - oggi virtualmente è 126 - e prima di quest’anno non aveva vinto un match in un Masters 1000. Arrivato a 29 anni, Andrea al Foro non si è perso. si è qualificato battendo Gaston e il giovane Landaluce, al primo turno ha seccato Nardi, al secondo ha approfittato del ritiro di Fils, ieri ha preso a sportellate l’ex n. 10 del mondo Frances Tiafoe. Il tutto per guadagnarsi un duello da extrasistole alle tre del pomeriggio contro il Number One. La rovinosa scivolata di Flavio Cobolli, 6-3 6-4, mai in partita contro il gaucho Tirante («Mi rode aver giocato così male, giocare a Roma ha pesato»), ci priva insomma del record assoluto di azzurri agli ottavi di Roma, eguagliato con quattro, ma le storie intriganti non mancano.

«L’ultima volta che ci siamo incontrati ho preso una stesa», sorride «Pelle», che nel 2019 a Santa Margherita di Pula contro la Volpe aveva raccattato giusto due game. In bacheca ha tre titoli Challenger, uno qui a Roma, un doppio Atp vinto con l’amico Vavassori a Santiago del Cile nel 2023 e un milione di euro di montepremi contro i 60 e passa di Sinner. «Jannik era molto giovane ma già fortissimo, ora fa cose fuori dal normale. Paura? No, mi emoziona l’idea di affrontarlo sul centrale, davanti a diecimila persone. Ciascuno ha il suo percorso, io a 29 anni mi sento ancora integro e ho voglia di andare avanti». Jannik, osannato come una rock star, due game ieri li ha concessi, bontà sua, anche a Popyrin, dando l’impressione di provare i colpi in partita, per poi eseguirli al meglio in allenamento (copyright Nils Liedholm). Trenta vittorie consecutive in un «1000» (come Djokovic), 45 turni di servizio tenuti di fila.