Visa era, ed è, considerata da molti una delle società più esposte all’arrivo delle nuove tecnologie di pagamento. Criptovalute, stablecoin, wallet digitali e sistemi account-to-account. Tutti meccanismi i quali avrebbero dovuto comprimere, e compromettere, il ruolo dei circuiti tradizionali. Eppure l’azienda finora, unitamente un po’ a tutto il settore, ha resistito e si è espansa. In Borsa, secondo il terminale Bloomberg, negli ultimi 5 anni è stata caratterizzata da un total return (dividendo re-investito) del 46,5%. Nel biennio la performance è positiva per il 24,6% Certo! Rispetto agli ultimi dodici mesi Visa - Classe A è in rosso 7% e nel 2026 cede l’8%. Ciò detto però - al di là che nell’ultimo mese le azioni sono risalite del 6% - non può negarsi che la dinamica sia stata diversa dalle profezie di sventura lanciate qualche anno fa.

Il trend del conto economico

Un’ulteriore prova del suddetto contesto può riscontrarsi nell’andamento del bilancio del gruppo. Sempre secondo il terminale Bloomberg, nel 2015 2016 il giro d’affari rettificato era di 15,08 miliardi di dollari. Successivamente la prima riga di conto economico, nel 2019 2020 e 2020 2021 è arrivata rispettivamente a 21,8 e 24,1 miliardi. Due esercizi fa, poi, il fatturato è salito a 35,9 miliardi mentre, nell’ultimo anno fiscale, è stato di 40 miliardi. Simile, seppure con quale alto e baso, il trend della redditività. Dieci esercizi fa l’utile netto adjusted valeva 6,9 miliardi. Via via i profitti sono saliti: superati i 12 miliardi nel 2018 2019, si sono assestati a quota 20,3 nel 2023 2024. Nell’esercizio chiuso il 30/9/2025 il “net income” rettificato è risultato di 22,37 miliardi. Infine, la marginalità. Il rapporto tra Ebitda adjusted e fatturato era del 69,8% a fine 2015 2016. Nell’anno fiscale scorso l’indicatore si è assestato a quota 70,7%. Insomma: i numeri descrivono un azienda che, in linea di massima, è stata capace di crescere. Un andamento, peraltro, confermato nello stesso ultimo trimestre. Durante il secondo quarter del 2025 2026, i ricavi di Visa sono stati di 11,23 miliardi, in rialzo del 17% rispetto allo stesso periodo del 2024 2025. Gli utili netti GAAP e non GAAP, dal canto loro, sono saliti ciascuno del 32 e 17%. L’Eps (earning per share) non GAAP si è, infine, attestato a 3,31 dollari, con un aumento del 20%. Il contesto, va sottolineato, ha sorpreso il mercato. Tanto che il titolo - nella seduta successiva alla pubblicazione della trimestrale - è salito complessivamente dell’8,3%. Insomma, tutto facile come bere un bicchiere d’acqua? La realtà è più complicata. Il fatto che il business mostri salute non elimina i rischi in capo al medesimo.