È noto che il movente, scrivono i pm, serve a guidare le indagini degli investigatori. «È altrettanto noto che il giudice, per affermare la responsabilità di un imputato, non deve verificare perché abbia commesso il reato, semplicemente deve accertare che l'ha commesso».

E nei confronti di Andrea Sempio, accusato dell'omicidio aggravato di Chiara Poggi, la Procura di Pavia ritiene di avere raccolto «solidi elementi» sul tentativo di approccio sessuale rifiutato, sulla possibilità che l'indagato abbia visto i video intimi della ragazza e del fidanzato Alberto Stasi, sul fatto che l'allora diciannovenne non abbia un alibi mentre il suo dna è stato isolato sotto due unghie della vittima e l'impronta del palmo della mano destra sia impresso sul muro delle scale.

Quando lo scorso 6 maggio Sempio viene convocato dai pm, ultimo atto prima della chiusura indagini, si avvale della facoltà di non rispondere. L'unica sua esperienza precedente era stato l'interrogatorio lampo del 10 febbraio 2017 nell'ambito del procedimento poi archiviato dall'aggiunto Mario Venditti. Il giorno prima, intercettato in auto, si preparava alle possibili domande sulla sua frequentazione della villetta di via Pascoli: «Dare una risposta e in più dobbiamo metterci dentro anche un paio di Frau. Devi convincere... a dare tutto questo. Lo scopo non è andare lì e rispondere, lo scopo è fare la vittima».