Appariscenti lo sono di sicuro. Diciamocela tutta, sono “istagrammabili” (orrore neologistico dei tempi che corrono). Ti apposti, punti l’obiettivo del telefonino, scatti: sicuro ricevi commenti e reazioni col cuoricino e il pollice in su. Guardali lì, dopotutto: ieratici, solenni, con quel timoniere a ventaglio che, se aperto, può raggiungere i due metri, verde acqua, blu cobalto, con striature di grigio. Non c’è pennuto più fotogenico, non c’è animale più ricercato, non c’è (almeno a Punta Marina, che è una frazione balneare di Ravenna) bestiolina più croce e delizia del pavone. Croce per i residenti che, fino a una decina di anni fa, ne contavano appena otto o nove esemplari e, adesso, se ne ritrovano circa 120 sulle strade del borgo; delizia per i turisti che ci vengono apposta, in questo lido adriatico, nella sua pineta, nei suoi slarghi, per immortalali e condividerli sui social, per avere un ricordo “originale” e per non lasciarsi scappare l’occasione di uno scatto coloratissimo. Benedetti pavoni.

Che, attenzione, mica sono fauna selvatica autoctona, anche se si sono diffusi in mezza Europa e la loro eleganza era apprezzata persino dagli antichi romani: a Punta Marina, nel 2014, ne sono arrivati alcuni “ornamentali” (son così belli che paiono delle statue in movimento, spesso i pavo cristatus sono allevati per i parchi e i giardini, qualcuno li considera degli animali d’affezione ma sono per lo più da cortile, un po’ come le oche) sfuggiti da vai a sapere dove; ne hanno richiamati altri, s’è formata una piccola colonia e, adesso, il censimento è da piccolo zoo cittadino. Però all’aria aperta, senza gabbie e restrizioni. Un bene, per carità, per loro che (dal carattere rustico e adattabile) hanno trovato sul litorale, probabilmente, le condizioni perfette per riprodursi; non altrettanto per gli umani che stanno loro attorno: ché da un lato c’è questa scocciatura dei curiosi che te li ritrovi a ore improbabili, sul marciapiede, con la telecamerina e la frenesia della ruota; ma dall’altro ci sono problemini di ordine pratico che proprio secondari non sembrano. Primo, sporcano: marciapiedi e automobili parcheggiate sono spesso ricoperti di guano (e un bello spettacolo non lo è). Secondo, sono maleducati: mangiano i fiori dei giardini e urlano in piena notte (amo’ di richiamo, se è la stagione degli amori apriticielo).