Alberto Matano lancia il servizio con una certa serietà. C’è un paese invaso dai pavoni, quel paese è Punta Marina. E il servizio de La Vita in Diretta parte dritto: una signora dai capelli rossi urla un ‘bastaaaaaaaa’ furibondo, esasperato, invelenito. Poi il verso del pavone, subito, a schiaffo. Un vortice, un montaggio che per molti utenti social sfiora il capolavoro: testimonianze dei cittadini, stridio del pavone. Testimonianze dei cittadini, stridio, urlo della signora. Che ritmo. “Primo problema?”, chiede l’inviata. “Fanno la cacca di notte”, risponde un signore che abita a Punta Marina. Uno scambio che è già cult e che apre a diversi interrogativi: solo di notte? E se fosse stato di giorno sarebbe stato diverso? Meglio?
Il servizio del programma pomeridiano di RaiUno diventa virale: c’è chi invoca (con ragione) l’Oscar per il montatore del servizio, chi scherza sulla tv italiana ‘inarrivabile’, chi ride. E c’è pure chi verga critiche, “dove arriverà la tv di questo passo?”. Ora proviamo a capire perché un programma di infotainment decide di fare un servizio così. Il paese invaso dai pavoni è una notizia, di quelle che stanno nella parte ‘leggera’. Obiezione: con tutto quello che accade nel mondo, vi pare il caso di dare spazio al paese invaso dai pavoni? Ebbene, sì. Hard e soft news, com’è la vita. Folklore, caos, comicità involontaria, residenti esasperati, animali bellissimi ma molesti, gente che arriva da fuori “solo per fotografarli”. Il pubblico da casa ascolta la storia del paese invaso dai pavoni, un po’ Rodari un po’ Hitchcock. Si chiede ‘chissà, potrebbe capitare ovunque’, si schiera dalla parte di chi vorrebbe vedere sparire il bell’uccello dal piumaggio Met Gala, o da quella di chi invece lo nutre “con brioche, pasta, pezzi di pizza” e, va da sé, “piadina”.







