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11 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:05
Dieci anni fa le unioni civili vennero definitivamente approvate in Parlamento. Ma vale la pena ricordare alcuni passaggi politici precedenti. Troppe volte una legge per il riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso era arrivata alle soglie dell’approvazione, e troppe volte era stata insabbiata a causa dei settori più conservatori e bigotti del Parlamento. Nel gennaio del 2016 la svolta decisiva è stata imposta innanzitutto dal basso. A sostegno degli instancabili Cirinnà e Lo Giudice, succeduti a Franco Grillini come promotori della legge, le associazioni Lgbt sono riuscite a organizzare grandi manifestazioni in oltre 90 città italiane il 23 gennaio 2016. Si chiamava lo SvegliaItalia. Raramente ci sono state così grandi manifestazioni per un diritto civile e mai il movimento Lgbt era riuscito a mobilitare al di fuori dei Pride (che si tengono generalmente a giugno).
Il fronte reazionario aveva risposto con un Family Day, inferiore, ma comunque massiccio, a Roma al Circo Massimo. Ricordate il clima di quei giorni? I reazionari paventavano la distruzione della famiglia, ma in particolare il focus era concentrato sulla “stepchild adoption”. Il disegno di legge prevedeva la possibilità di adozione del figlio naturale del partner: la legalizzazione di situazioni di fatto, non una piena omogenitorialità. Ma tanto bastava per scatenare una reazione di rigetto. La questione ha tenuto banco nelle politicamente calde giornate del febbraio di quell’anno.












