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Il dem vuole superare le unioni civili e punta a una poltrona da ministro. Gli attivisti: "Nostra proposta nel '21 ma lui sparì"

È ritornato a farsi sentire forse perché si è entrati nel vivo dell'ultimo anno prima del voto delle politiche del '27. Riecco dunque Alessandro Zan, eurodeputato e responsabile diritti nella segreteria Pd, figura centrale del nuovo corso schleiniano. L'ex ragazzo di Padova, balzato alle cronache all'inizio degli anni Duemila per essersi inventato il Gay Pride nella cittadina veneta, diventando poi il coordinatore dei famosi Pacs e una delle teste pensanti dei famosi Dico, si è ripreso la scena solo come lui sa fare. Questa volta ha lanciato un'altra battaglia che sarà al centro della prossima campagna elettorale: il matrimonio egualitario. E così il ragazzo di Mestrino, paesino a pochi chilometri da Padova, classe '73, leghista in gioventù, prima tessera di partito quella dei Democratici di sinistra, assessore al Comune ai tempi della sindacatura di Flavio Zanonato, dove consente alle coppie di fatto di veder riconosciuta il proprio legame, e poi ancora fondatore di SeL grazie a cui entra in Parlamento, fino al grande salto al Nazareno, partito che lo accoglie e che gli consente due elezioni a Montecitorio e una Strasburgo, è ripartito da qui. Prima di ogni cosa il ricordo del decennale delle unioni civili: "Una legge di civiltà importante che ha permesso di compiere un passo in avanti nel cammino dei diritti civili nel nostro Paese. Ma oggi non basta più".