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"Un omosessuale è prima di tutto un uomo". Così si attirò gli strali del conformismo gay

Non era legato ad alcun carro politico. E soprattutto non si era consegnato all'ideologia del politically correct. Viveva la sua omosessualità senza enfasi, senza innalzare cartelli, senza annunciare dogmi. E anzi, più di una volta, aveva sferzato un certo conformismo del mondo gay.

Nel 2015 Re Giorgio affida una riflessione controcorrente al Sunday Times: "Un uomo omosessuale è uomo al 100 per cento. Non ha bisogno di vestirsi da omosessuale". Non ha la necessità di marcare la propria identità. Altro che Gay Pride, altro che sfilate e proteste davanti al Palazzo. Non gli interessava, anzi non sopportava l'affiliazione o, peggio, la militanza in qualche movimento che sdoganasse i gay. Questa mentalità non gli apparteneva, anzi la rifuggiva.