«L’appunto che inizia con la scaletta “cucina, sala, tv” e finisce con la parola “assassino” era un appunto preso da Andrea Sempio funzionale a un breve contributo audio per lo spettacolo La fabbrica degli innocenti». A dirlo è Liborio Cataliotti, legale di Sempio insieme alla collega Angela Taccia, sottolineando che si tratta «dell’ennesimo travisamento dei fatti e della prova».

L’INCHIESTA

Garlasco, spunta un altro biglietto che Sempio aveva buttato. I pm: “Appunti sul delitto”

«Quel foglio con scritto “assassino” era per uno spettacolo»

L’appunto era «funzionale a un breve contributo audio per lo spettacolo: gli era stato chiesto di produrre un audio che rappresentasse il momento in cui aveva scoperto di essere indagato per l’ennesima volta e lui aveva nella scaletta raccontato che era in cucina, che aveva visto la televisione, che aveva sentito il cane abbaiare... abbiamo tutti gli audio che comprovano che la lettura giusta di questo appunto è esattamente questa».