Un foglietto con delle frasi sconnesse ma una parola chiara: «assassino». Ma che significato aveva quell'appunto di Andrea Sempio? A spiegarlo è Liborio Cataliotti, legale del commesso 38enne: «L'appunto che inizia con la scaletta 'cucina, sala, tv' e finisce con la parola 'assassino' era un appunto preso da Sempio funzionale a un breve contributo audio per lo spettacolo 'La fabbrica degli innocenti'», fa sapere l'avvocato aggiungendo che «si tratta lo dico con chiarezza dell'ennesimo travisamento dei fatti e della prova».
Quel foglietto è stato buttato in un sacco dell'immondizia lontano da casa perchè «dietro l'Ipercoop dove peraltro lavorava, si poteva buttare il sacco dell'immondizia come indifferenziata». Cataliotti ha spiegato che era stato chiesto a Sempio di «riprodurre un audio che rappresentasse il momento in cui aveva scoperto di essere indagato per l'ennesima volta e lui nella scaletta aveva raccontato che era in cucina, aveva visto la televisione, aveva sentito il cane abbaiare e aveva visto fuori di casa i giornalisti che lo accusavano del'assassinio».
«Abbiamo tutti gli audio che comprovano che la lettura giusta di questo appunto è esattamente questa», aggiunge, spiegando che «il motivo per cui ha buttato l'immondizia non dietro casa ma dietro l'Ipercoop dove peraltro lavorava è perché dietro l'Ipercoop si poteva buttare il sacco dell'immondizia come indifferenziata e a quel compattatore Sempio aveva accesso in quanto dipendente». «Tutto ciò - ha concluso il legale - per dimostrare come ogni singola prova meriti di essere vagliata razionalmente e prima sottoposta al vaglio e alle controdeduzioni del difensore prima di essere presa per buona».










