Il segretario azzurro e vicepremier Antonio Tajani spiega che "non è chiaro ancora cosa deciderà la Ue sulla figura di un negoziatore unico, ma la cosa importante è che i paesi dell'Unione mantengano alto e unitario il loro impegno a difesa dell'Ucraina. La nostra politica delle sanzioni è stata essenziale, dobbiamo e vogliamo sederci al tavolo". Il ministro degli Esteri si è soffermato anche sul dossier legato al Medioriente, ricordando che "i dragamine italiani potrebbero essere inviati a Hormuz per contribuire a garantire la libertà di movimento alle navi di tutto il mondo. È necessaria una tregua consolidata e un quadro di intese internazionali". "Non vogliamo certo entrare in guerra - ha specificato il titolare della Farnesina - ma faremo tutto il necessario per garantire il rispetto del diritto internazionale dei mari. Ne va anche della nostra sicurezza nazionale, e del benessere di cittadini e imprese italiane".

Mercoledì mattina Tajani, assieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, si presenterà davanti alla commissione Affari Esteri e Difesa del Senato e alle commissioni Esteri e Difesa della Camera per un'audizione incentrata proprio sulle ultime evoluzioni sullo Stretto di Hormuz. E sempre mercoledì, alle 16.30, anche la premier Giorgia Meloni sarà a palazzo Madama, per rispondere al question time.