Attacco hacker alla UnoAerre, l’azienda orafa di Arezzo fondata 100 anni fa. Sarebbe stata colpita, come riporta La Nazione, da un blitz informatico che ha paralizzato i sistemi operativi interni. Secondo quanto emerso, i pirati informatici avrebbero chiesto un riscatto di 3,8 milioni di euro in bitcoin per sbloccare l'intera rete aziendale. Le indagini parlano di possibili triangolazioni tra Paesi arabi ed Europa dell'Est.
In una nota diffusa oggi Unoaerre spiega che "a seguito delle attività straordinarie di ripristino effettuate nelle ultime ore, la normale operatività aziendale sarà nuovamente garantita a partire da domani mattina, 11 maggio. Le infrastrutture principali sono state progressivamente riattivate con esito positivo e senza perdita di dati, consentendo il ripristino dei sistemi essenziali per la continuità delle attività operative e produttive. Nel corso della giornata di domani proseguiranno comunque ulteriori verifiche tecniche e attività di monitoraggio e messa in sicurezza dell'infrastruttura informatica, già avviate insieme ai consulenti specializzati in cyber security, al fine di rafforzare ulteriormente i livelli di protezione dei sistemi aziendali". L'azienda ringrazia quanti, dai dipendenti ai partner esterni hanno lavorato "per gestire l'emergenza e consentire il rapido ritorno alla piena operatività" e spiega che "continuerà a investire con determinazione nella sicurezza informatica e nella resilienza delle proprie infrastrutture digitali, nella consapevolezza che la protezione dei dati e della continuità operativa rappresentano oggi elementi strategici fondamentali per ogni realtà industriale internazionale".















