Altro che ricetta elettronica “con autenticazione a doppio canale” per garantire sicurezza e trasparenza: un’altra rogna per i medici, sia ospedalieri che di famiglia. In Piemonte, come in tutta Italia, continuano ad arrivare segnalazioni di impossibilità o forte difficoltà nell’invio ai pazienti delle mail con pdf di ricette e certificati. Il blocco si protrae da almeno 24 ore. Alcuni gestionali - sempre di più, per la verità - comunicano che il problema tecnico sarebbe in fase di risoluzione, ma al momento il servizio continua a funzionare a sprazzi, con invii intermittenti e rallentamenti in numerosi studi di medicina generale. Risultato? Ore di ritardi, telefoni congestionati e attività amministrativa fortemente rallentata per un problema infrastrutturale completamente esterno all’attività clinica ma che incide pesantemente.
I medici, va da sé, sono furiosi. «Nel silenzio generale della Regione Piemonte e del ministero della Salute, che dovrebbero occuparsi di questo problematico disservizio e se non altro di comunicare le informazioni, sappiamo, tramite informatici, che il danno dovrebbe originare da un server in Olanda, andato a fuoco - spiega il dottor Diego Pavesio -. Non si sa nulla sui tempi di recupero e di riattivazione del sistema. Le ricette dematerializzate possono comunque essere prodotte ma devono essere stampate in manuale e ritirate in studio». Conclusione, sconsolata: «Viviamo in un mondo interconnesso dipendenti, nel bene e nel male, dalle tecnologie, basta un granello di sabbia nell'ingranaggio per creare problemi rilevanti».






