PADOVA - È in quarantena a Padova uno dei passeggeri che a Johannesburg si è imbarcato su un aereo a bordo del quale era salita, seppur per pochi minuti prima del decollo, la donna poi deceduta per un'infezione da hantavirus. L'uomo, un sudafricano arrivato a Venezia da Amsterdam il 26 aprile scorso, è tenuto ora sotto osservazione dal personale sanitario.

L'uomo non presenta, allo stato attuale, alcun sintomo, come riferisce il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, che ha dichiarato: «Il cittadino è collaborativo e gode di buona salute. Il contatto con la persona deceduta non è stato né ravvicinato, né prolungato. Per questo è considerato soggetto a basso rischio. In via precauzionale potrà sottoporsi nelle prossime ore a un test previsto dal Ministero della Salute - prosegue Stefani -. L’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, il Direttore dell’Area Sanità Sanità e Sociale, Giancarlo Ruscitti e la Dirigente della Prevenzione, Francesca Russo sono in contatto costante con il MSAL. Sebbene tutti i fattori indichino un rischio molto ridotto, terrò personalmente informati i veneti sull’evoluzione del caso», ha poi concluso.

Sono quattro i passeggeri di un volo Klm poi sbarcati in Italia, nella giornata di lunedì 27 aprile, che sono stati 'esposti' all'Hantavirus in seguito al contatto con la donna sudafricana poi deceduta. Da Firenze e Padova sono scattati i protocolli per l'attivazione di tutte le misure precauzionali necessarie. A Firenze, una donna è stata sottoposta in quarantena per 45 giorni. Stessa procedura che riguarda gli altri tre passeggeri rispettivamente a Padova, in Calabria e in Campania.