«Abbiamo capito che parlare di migrazioni vuol dire parlare di persone, menti e cuori, non di numeri e statistiche. Dai colori di grafici e torte abbiamo iniziato a osservare con più attenzione il caleidoscopio che è il nostro mondo in continuo cambiamento». Lidia, studentessa del liceo Volta, racconta il cambiamento vissuto grazie al progetto «Insieme facciamo la differenza» da lei e molti altri degli oltre 430 ragazzi e ragazze presenti oggi all’auditorium Intesa Sanpaolo, che si sono interrogate e interrogati sul tema dei diritti umani e più nello specifico delle migrazioni. Un percorso alla sua terza e ultima edizione, promosso da Osservatorio for independent thinking in collaborazione con Fondazione Compagnia di San Paolo e Yepp Italia che ha visto coinvolte, dall’anno scolastico 2023/2024 al 2025/2026 ben 56 classi, in 20 scuole diverse, oltre 1100 studenti e studentesse di Torino e della prima cintura e 15 associazioni del territorio impegnate a favore dei diritti delle persone migranti.

Incontri e testimonianze

A presentare in auditorium i lavori di quest’anno ci sono 19 classi provenienti dagli istituti Birago, Vittone, Agnelli, Alvar Aalto, Giulio, Regina Margherita, Rebaudengo, Umberto I, Volta e Avogadro che hanno lavorato in più fasi. Prima, in classe, hanno approfondito il tema attraverso una rassegna stampa di media cartacei e non, per conoscere e approfondire l’argomento in maniera corretta e su fonti autorevoli. Con gli operatori di Yepp Italia i ragazzi e le ragazze hanno affrontato diversi argomenti specifici come le motivazioni dietro le migrazioni, l’accoglienza e gli stereotipi. Tematiche indagate infine anche con l’incontro con diverse realtà del territorio come il Cpia 3, il Civico 0, la Pastorale migranti, le associazioni Adass, Amece, Al Amal, Paìs, Generazione Ponte e Renken. «Molti di noi conoscevano le migrazioni solo attraverso i libri, i telegiornali o i social - osserva Ginevra, che fa prima al Convitto nazionale Umberto I -. Le testimonianze che abbiamo ascoltato ci hanno fatto capire quanto sia difficile ricominciare da zero in un luogo completamente sconosciuto».