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16 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 12:56 del 16 Settembre

Oggi ha cinquantaquattro anni ma da ben venti Daniela Moretti, laureata in Lingue, due figlie e con un lavoro in una grande azienda di telecomunicazioni, si reca, due o tre volte alla settimana, alla Scuola di Lingua e Cultura di Sant’Egidio, a Trastevere, a Roma, scuola di cui oggi è anche la responsabile organizzativa. “La scuola è nata che io ancora andavo alle medie”, racconta, “era il 1982 e iniziavano ad essere presenti primi gruppi di migranti a Roma, soprattutto donne capoverdiane. Subito Sant’Egidio intuì che la lingua era la chiave dell’integrazione. Insegnare la lingua è una forma di adozione, dico io, insegni a parlare come si fa con un figlio. Ed un’attività che mi dà grandissime soddisfazioni”.

I migranti? Ci ricordano il valore della pace e della democrazia. Di scuole di lingua italiana, a Roma, Sant’Egidio ne ha oggi ben 20. Quella di Trastevere è la più grande, “l’anno scorso si sono iscritte 3.600 persone di nazionalità diverse. Abbiamo aperto 44 corsi di lingua di vari livelli”, spiega Daniela, “il che vuol dire che non c’è solo il livello per chi arriva e non sa una parola, ma anche quello per chi vuole conoscere più della nostra cultura o investire nell’apprendimento per la propria professionalità”.